Thursday, March 19, 2015

Eclissi solare: domani il “passo a tre” cosmico

Domani sarà davvero una mattinata cosmica: la Terra, la Luna e il Sole saranno protagonisti di una danza davvero particolare che durerà approssimativamente circa dodici ore. Questo “pas de trois”, passo a tre cosmico avrà inizio approssimativamente intorno alle nove del mattino e si concluderà intorno alle nove di sera. L’intreccio cosmico degli astri produrrà in un una sola giornata due importanti fenomeni: l’eclissi di Sole e l’Equinozio di primavera. I due eventi non saranno in sincrono. Si inizierà al mattino con la Luna che piano piano si metterà in mezzo tra la Terra e il Sole e lentamente oscurerà il disco solare.

L’eclissi di Sole sara’ parzialmente visibile anche in Italia, dove la percentuale di disco solare oscurata variera’ tra il 65,6 per cento di Torino e il 44,4 per cento di Palermo. L’ombra della Luna sulla Terra sara’ massima infatti alle alte latitudini, con un picco previsto all’altezza delle Isole Faroer dove sono gia’ arrivati migliaia di turisti per assistere al fenomeno. Nel resto d’Europa, e quindi anche per il nostro paese, l’eclissi sara’ parziale. Gli scozzesi potranno osservare un oscuramento del disco solare del 97 per cento, ma la percentuale e’ destinata a calare man mano che si scende con la latitudine: 84 per cento su Londra, 81 per cento su La’Aia, il 75 per cento su Parigi, il 65 per cento su Madrid. In Italia l’oscuramento sara’ comunque superiore al 50 per cento. Tanto basta per poterla osservare con fotocamere, telescopi e binocoli, purche’ dotati degli appositi filtri a protezione della vista. L’ombra investira’ per prima la Sardegna, alle 9,16 e poi piano piano il resto della Penisola. Alle 11,48 sara’ tutto finito e il Sole sara’ tornato a splendere in tutta la sua intensita’ anche sulle aree piu’ orientali dell’Italia, quelle che intersecheranno l’ombra della Luna per ultime.
eclissi graficoIn queste ore gli esperti stanno moltiplicando gli appelli alla cautela. Per quanto attenuata dal disco lunare, la luce della Corona Solare e’ comunque tale da arrecare gravi lesioni agli occhi, per cui, e’ bene, se si vuole osservare questo fenomeno, munirsi degli strumenti adatti, come per esempio degli occhiali per saldatori con indice di protezione numero 14, o lenti con filtri specifici. Il semplice pezzo di vetro affumicato e’ invece del tutto inutile. Il balletto cosmico non si conclude pero’ con l’eclissi. Mentre infatti la Luna attraversera’ il disco solare, la Terra continuera’ nella sua orbita intorno al Sole scendendo il piano dell’eclittica fino al punto in cui interseca l’equatore celeste nel punto vernale, il punto cioe’ in cui i raggi del Sole arrivano sulla Terra paralleli all’Equatore terrestre. Si tratta di un punto chiave dell’orbita terrestre nel quale la durata del giorno e’ uguale a quella della notte e segna il passaggio dall’inverno alla primavera. Da sabato mattina infatti la Terra esporra’ al Sole una porzione sempre maggiore del suo emisfero settentrionale e le giornate, alle nostre latitudini, cominceranno ad allungarsi. Tutti questi fenomeni astrali non poteva sfuggire all’osservazione degli antichi, che nel corso dei millenni hanno sviluppato una serie di miti e di leggende in ogni parte del mondo, legate sia alle eclissi, che agli equinozi. In generale nelle antiche civilta’, l’equinozio di primavera coincideva con l’inizio del nuovo anno, che allora era di soli nove mesi ed era ancora ancorato alle fasi lunari e a quelle rigenerative delle donne e delle mandrie. Non a caso, ancora oggi, tra i pasti che vengono consumati in occasione della Pasqua, festa cristiana che ha assorbito anche rituali precedenti pagani, si usa consumare carne di agnello e uova, entrambe simboli di rinascita. Ma a destare maggior inquietudine e’ pero’ il fenomeno delle eclissi solari. Cosa poteva esserci infatti in un mondo dominato dalla natura di piu’ magico e inspiegabile, e anche terrorizzante, del fatto che il Sole smettesse di illuminare la Terra. Le eclissi sfuggivano infatti alla comprensione e portavano un fattore di vera e propria destabilizzazione al punto che, nel 584 avanti Cristo, due eserciti che si stavano combattendo in Lidia smisero di fare la guerra.

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